martedì 19 aprile 2016

"The Heir" di Kiera Cass - Recensione libro

Ciao lettori!!

Oggi vi parlo di un romanzo, collegato a una serie di cui vi ho già parlato in precedenza.
Il romanzo in questione è "The Heir", di Kiera Cass, e sarà il primo di una duologia connessa alla serie "The Selection".
Titolo: The Heir
Autore: Kiera Cass
Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo libro: 17,90€
Prezzo ebook: 9,90€
Trama: 
Sono passati vent'anni da quando America Singer ha partecipato alla Selezione e conquistato il cuore del Principe Maxon.
Ora, nel regno di Illéa, è tempo di dare inizio a una nuova competizione. E questa volta toccherà alla futura erede al trono, Eadlyn, scegliere tra i trentacinque pretendenti arrivati a Palazzo.
La giovane principessa però non ha alcuna intenzione di seguire le regole e lasciare decidere agli altri della sua vita.
L'idea che la Selezione possa regalarle la stessa favola d'amore dei suoi genitori non la sfiora nemmeno.
Ma scoprirà presto che il suo lieto fine non è poi così impossibile come aveva pensato…

Recensione:
Chi immaginava che avremmo potuto leggere ancora una storia riguardante il regno di Illéa? 
Eppure eccola qui! 
Sono passati 20 anni e mi ha fatto estremamente piacere poter dare uno sguardo alla vita di Maxon e America. 
Purtroppo mi è piaciuto di meno rispetto agli altri 3 libri, preferivo America come protagonista!
Protagonista di questo nuovo libro è Eadlyn, la primogenita, la quale dovrà scegliere tra 35 pretendenti. 
Eadlyn ha un fratello gemello, Ahren il quale è nato 7 minuti dopo di lei, e per questo non è lui l'erede al trono, e altri due fratelli. 
Avremo modo di incontrare di nuovo delle nostre vecchie conoscenze, quali Aspen e Marlee.
Inoltre conosceremo i 35 pretendenti, tra i quali si trova Kyle, che conosce Eadlyn da quando è nato, ma i due fanno davvero fatica a sopportarsi a vicenda. 
Ci sono 2 differenze sostanziali tra questo nuovo romanzo e la serie "The selection": innanzitutto la protagonista è di nuovo una donna, ma stavolta sarà lei a dover scegliere chi sposare, e non viceversa; inoltre America e Maxon hanno abolito le caste e anche alcune vecchie e stupide leggi, ad esempio quella che impediva ad una donna di ereditare il trono e diventare Regina. 
Quindi, la selezione non è più un obbligo, ma viene comunque organizzata per risollevare il popolo, che appare scontento nonostante l'abolizione delle caste. 
Eadlyn non ha nessuna intenzione di partecipare alla Selezione: è convinta che riuscirà a farla stare in piedi solo per 3 mesi, per poi rispedire tutti a casa ed evitare così di scegliere uno dei pretendenti. 
Ma le cose, così com'era già successo per America, possono cambiare, no? 
La copertina è, come le precedenti, splendida!! 

                                     Voto: 4,5/6

Il secondo libro della serie uscirà il mese prossimo e si chiamerà "The Crown"... strano ma è la copertina che, tra tutti, mi piace meno! 


Qualche parola sull'autrice: 
Kiera Cass, autrice della serie The Selection di cui la Warner Bros ha acquisito i diritti cinematografici, bestseller n.1 del New York Times, si è laureata alla Radford University e vive a Christiansburg, Virginia, con la famiglia. 





Alla prossima recensione!! 

domenica 17 aprile 2016

"Qui dove batte il cuore" - Film

Ciao ragazzi!

Non vi scrivo da un pò.. oggi vi vorrei recensire uno dei miei film preferiti: "Qui dove batte il cuore", con Natalie Portman, Ashley Judd e

Trama: 
Novalee è una ragazza di 17 anni incinta e la cosa più vicina a una famiglia che abbia mai avuto è il suo ragazzo Will Jack, un musicista in cerca di successo con cui sta viaggiando dal Tennessee alla California. Durante una sosta lungo la strada in Oklahoma, viene abbandonata. Sola, Novalee trova rifugio in un centro commerciale, il Wal-Mart, dove dà alla luce il suo bambino e diventa una celebrità nazionale. Trova nuovi amici e Lexie, una donna forte che diverrà per lei quasi una sorella maggiore. E la sconosciuta cittadina un luogo da dove ricominciare a sperare, a vivere.

Recensione:
Come ho già detto, è uno dei miei film preferiti.. Amo tutto di questo film!
L'avrò visto un milione di volte!
Non si può non voler bene a Novalee: ha avuto una vita molto sfortunata in quanto la madre l'aveva abbandonata per una delle sue numerose relazioni amorose e lei era passata da una casa all'altra da allora; è sempre stata molto povera e a soli 17 anni resta incinta del suo ragazzo Willi Jack, il quale è sicuramente un bel ragazzo ma si capisce subito che il suo primo pensiero non è certo quello di metter su famiglia.
Infatti abbandona Novalee durante una sosta alla toilet di un Wal-Mart e Novalee si trova con pochi dollari in tasca, incinta e senza un posto in cui stare: resta al Wal-Mart di nascosto finché non nasce la bimba.
Da lì cambia tutto per lei. trova una casa, ha una bellissima bambina, il proprietario del Wal-Mart le offre un lavoro e Novalee riesce a farsi nuovi amici, tra cui Lexie, un'infermiera single con dei bambini piccoli da tirare su; e Fornie, il bibliotecario scontroso che la aiuta durante il parto.

Questo film mi è sempre piaciuto tanto innanzitutto perchè la storia d'amore è stupenda!
Poi adoro i vari personaggi, sono fantastici, è bello vedere come Novalee si sente accolta in questa cittadina sconosciuta e riesce, nonostante abbia pochi mezzi, una scarsissima istruzione e una figlia piccola, a risollevarsi piano piano e con dei sacrifici.

Questo film non riguarda solo una semplice storia d'amore ma tocca molti temi importanti: cosa significa davvero essere una madre single ed avere difficoltà economiche, l'amicizia e l'amore davvero autentici, la solidarietà, e purtroppo anche temi meno felici quali la pedofilia e il maltrattamento delle donne.



Purtroppo non ho trovato un trailer decente, ma in questo video ci sono molti bei momenti del film accompagnati da una delle musiche!

Il film "Qui dove batte il cuore" è preso dal libro "La via del cuore" della scrittrice Billie Letts, scomparsa di recente, tra l'altro.
Questo libro non si trova più da nessuna parte, è fuori catalogo e non ne capisco perchè.
Ho capito che l'unica speranza di leggerlo era quella di trovarlo usato e per fortuna ne ho trovato una copia in buono stato a pochissimo oltretutto!
E' arrivata a casa qualche giorno fa.. appena avrò finito di leggere il libro "Gli occhi neri di Susan" (di cui poi vi farò la recensione) lo inizierò, non vedo l'ora, so già che mi piacerà!

Per quanto riguarda il cast del film abbiamo:

Natalie Portman - Novalee Nation: io la trovo stupenda!
E' bellissima e bravissima!
Dei suoi film vale sicuramente la pena di vedere "L'amore e altri luoghi impossibili", "V per vendetta", "Il cigno nero" e il film col quale ha iniziato, "Leon", al fianco di Jean Renò.
Ashley Judd - Lexie: è davvero bella e soprattutto la trovo una grande attrice anche se viene raramente nominata.
Ha fatto molti bei film thriller: "Colpevole d'innocenza", "Il momento di uccidere", "High crimes", "Il collezionista" e "La tela dell'assassino".
 James Frain - Forney: Personalmente l'ho beccato in una puntata di CSI, ha partecipato al film "Come l'acqua per gli elefanti" (bellissimo), e so che ultimamente ha un ruolo rilevante nella serie tv "I tudors".
  Joan Cusack - Ruth Meyers: Ha fatto vari film, come "I love Shopping", "Nine months" e ha prestato la sua voce per Jessie di "Toy Story"
Dylan Bruno - Willi Jack: Ha fatto una parte in "Numbers" e in "Salvate il soldato Ryan".
Nel film "Qui dove batte il cuore" ad un certo punto diventa un cantante di una certa fama, e la canzone che canta il suo personaggio, "Where the heart is" è realmente cantata da Dylan Bruno.






Stockard Channing - Sorella Thelma: Potete trovarla in "Tutti gli uomini del presidente", "6 gradi di separazione" e ovviamente in "Grease" nella parte di Rizzo. 







Sally Field - Mamma di Novalee: Sicuramente vi ricordete di lei in "Mrs. Doubtfire", "Forrest Gump", e in "La prossima vittima".








Spero che questa recensione vi abbia incuriositi tanto da vedere il film e cercare il libro, non credo ve ne pentirete! 
Ovviamente vi farò sapere come mi sarà sembrato il film! 

                                       Voto: 6/6
A presto!! 

domenica 3 aprile 2016

Nerina... la mia piccola Principessa - Adozione cani

Ciao ragazzi,

oggi vorrei parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore: si tratta dell'adozione di cani che sono stati abbandonati e che si trovano in canile o in rifugio, oppure presso delle volontarie.

Personalmente ho sempre desiderato avere un cane ma i miei non se la sono sentita di prenderne uno, così avevo deciso che quando sarei andata a vivere da sola ne avrei preso uno, e dopo circa 10 mesi di convivenza io e il mio fidanzato ci siamo decisi ed abbiamo iniziato a cercare.

Ovviamente ci sono vari modi per avere un cane.
Si può acquistare in un negozio di animali o da un allevatore privato: si parla di cuccioli di razza.
Non so sinceramente quale possa essere il prezzo ma una mia amica ha preso un Cavalier King da un allevatore privato e se non sbaglio lo ha pagato 1200€.
Di solito gli allevatori sono fidati, non si può dire lo stesso dei negozi: in vari servizi di Striscia la Notizia è stato visto che spesso questi cuccioli possono provenire dall'est Europa, arrivano in Italia viaggiando in condizioni improponibili per ore e ore, sono spesso più piccoli di quello che dovrebbero per legge (3 mesi), e possono arrivare in cattive condizioni di salute proprio perchè troppo piccoli (quindi senza il latte e le cure materne possono non essersi sviluppati come dovrebbero) o perchè tenuti male durante il viaggio. Alcuni arrivano morti.
Quando vengono dall'est Europa hanno spesso documenti falsi, per quanto riguarda età e provenienza.
Se i negozianti ne siano al corrente o no, non saprei dirlo.
Considerate inoltre che quando una persona vuole un cucciolo, di solito intende un cucciolo che abbia 3-4,5 mesi.
Dopodichè viene giudicato "troppo vecchio". Quindi mi chiedo dove vadano a finire i cuccioli troppo cresciuti che restano invenduti in negozio.

Spesso ci sono poi persone che hanno, ad esempio, fatto accoppiare il proprio cane e si trovino ad avere la casa invasa da cuccioli: se sono di razza di solito vengono venduti, altrimenti spesso vengono regalati ad amici e parenti o tramite un annuncio anche a degli sconosciuti.

Ci sono poi i cani che si trovano in canile o in un rifugio oppure da dei volontari che se ne prendono cura e cercano di trovargli una casa e una famiglia per tutta la vita.

Io sono assolutamente dell'idea, nonostante mi piacciono tutti i cani e mi piacciono molte razze come ad esempio i bassotti, che una vita non si compra.
Non avrei mai e poi mai speso soldi per comprare un cane, soprattutto da quando so in che modo vengono trattati.

Dato il mio desiderio di adottare un cane ho riempito molto tempo fa il mio profilo facebook di amicizie con vari volontari trovati online, e passavo molto tempo a seguire le storie dei poveri cagnolini trovati feriti e abbandonati.
Quando abbiamo deciso che era il momento giusto per iniziare a cercare ho guardato gli annunci dei vari volontari che avevo come amici.
Ho trovato molti cuccioli che mi piacevano ma erano già stati presi.
Ho telefonato per un paio, poi ho trovato questo annuncio:

COME Può UNA CUCCIOLA COSI PICCINA AVERE QUELLO SGUARDO COSI TRISTE E RASSEGNATO???? AMOE DOLCE, VEDRAI CHE TI PASSERA QUELLA TRISTEZZA NEL CUORE....

Ebbene si......quella scarpa è stata la mia unica amica per giorni.
Mi sono aggrappata a lei come se fosse la mia mammina.
Mi hanno buttata in una fabbrica chiusa per ferie,sono stata trovata solo per una casualità,forse il destino mi vuole bene.
Ho circa 70 giorni e peso 3 kg.
Sono un po' magrina e sarò una futura tg medio piccola(12 kg circa anche meno).
Qualcuno vuole regalarmi una casetta e farmi passare la tristezza che ho nel cuore??? Grazie........ Mi trovo nel Lazio e verrò affidata al centro nord vaccinata e chippata!


Mi sono innamorata del suo sguardo, soprattutto nella terza foto.

Stavo cercando un cucciolo taglia piccola ma continuavo a guardarla e a pensarci, in fondo chissene, quindi ho chiamato il numero allegato all'annuncio e ho chiesto informazioni.
Era stata trovata solo il giorno prima e portata dal veterinario. la piccola stava bene, aveva circa 2 mesi e mezzo, un pochino più magra del normale per i giorni in cui probabilmente non ha mangiato, ed era un pò spaventata, traumatizzata.
Ho chiesto qualche informazione e mi sono fatta mandare il modulo di pre-affido.
La sera stessa ho inviato il modulo compilato e nel giro di qualche giorno è venuta a casa nostra una volontaria di zona per fare il controllo pre-affido: quando i cani vengono adottati presso rifugio/volontari/ e credo canile, si preferisce, giustamente, controllare chi si ha di fronte.
Si valuta l'ambiente in cui il cane andrà a vivere, le ore in cui resterà da solo, se vivrà in casa o in balcone/giardino/terrazzo; se il luogo in cui vivrà può essere pericoloso (finestre basse, ringhiere del balcone basse), se la persona è davvero motivata, pronta ai primi mesi, soprattutto se parliamo di cucciolo, in cui farà i bisogni ovunque e ci vuole un pochino di pazienza per educarlo, e anche se si è convinti di prenderlo nonostante ci sarà l'obbligo di farlo sterilizzare.

Io non ero convinta di questa cosa della sterilizzazione, mi sembrava ingiusto togliere ad un cane così piccolo la possibilità di fare dei cuccioli.
Ma tutti, sia volontari, che rifugi, che canili lo richiedono e poi una volontaria con cui ho parlato al telefono mi ha fatto un discorso che mi ha lasciata con le lacrime agli occhi.
Mi ha spiegato innanzitutto che è più una cosa di noi umani il fatto di volere vedere la cucciolata con i cucciolotti appena nati ecc, mentre per un animale rimane più un bisogno fisico che altro, inoltre mi ha spiegato che si riduce di molto il rischio di un tumore agli organi genitali, che purtroppo prima o poi può venire.
Lei ne aveva un'esperienza diretta in quanto la sua cucciola che non era sterilizzata si è ammalata di tumore alle mammelle quando aveva solo un anno e il veterinario le ha detto " o la sterilizzi o la perdi", così ha fatto e dopo più di 15 anni la cagnolina godeva ancora di ottima salute.
Dopodiché mi ha detto "ok, mettiamo che tu lo fai accoppiare e nascono 5 cuccioli. A chi li dai?
E io ho risposto "Bè innanzitutto proverei con amici e parenti, amici di amici, ecc, magari chiederei in giro, metterei qualche annuncio".
E lei mi dice "Ok, ma sei sicura di essere più brava di noi a trovare una famiglia per dei cuccioli, dato che noi lo facciamo per lavoro ed è già difficile per noi? Inoltre, ok, mettiamo che tu riesci a dar via questi 5 cuccioli: hai tolto la possibilità a 5 cuccioli di uscire dal canile. Sai che dall'inizio dell'anno ne sono già morti moltissimi? E sai che quando un cucciolo muore non è una cosa immediata ed indolore: prima iniziano a sentirsi male, possono entrare in coma e poi muoiono, è una lenta agonia."
Detto questo io avevo davvero le lacrime agli occhi.
La volontaria ha aggiunto "Chi ama davvero gli animali non gli fa fare i cuccioli, ma invita chi ne vuole uno ad adottarlo".

Io non l'avevo mai vista sotto quest'ottica.
Come ho detto non volevo togliere ad un cucciolo così piccolo la possibilità di fare dei cuccioli, perchè pensavo che non si può mai sapere, magari un giorno più avanti avrei preso un altro cane e avrebbero fatto dei cuccioli o qualcosa del genere, e non volevo deciderlo io con largo anticipo.
Inoltre un altro motivo per cui per i cani adottati vi è l'obbligo di sterilizzazione è che purtroppo molte persone non fanno attenzione ai loro animali: non li sterilizzano, non li tengono d'occhio, e quando si ritrovano con la cagnolina incinta spesso fanno di tutto per liberarsene: li buttano in una discarica, in sacchetti di plastica chiusi, nella spazzatura, in degli scatoloni vicino ai bidoni, in aperta campagna legati ad un albero.
Ne ho visto uno qualche tempo fa abbandonato in un posto desolato, con zampe posteriori ed anteriori e muso legati con un laccio stretto, così che non potesse né piangere e abbaiare né camminare.
Per questo motivo, dato che ce ne sono già troppi abbandonati si preferisce obbligare l'adottante a sterilizzare il proprio cane.
Io mi conosco e so che non farei mai una cosa del genere, quindi era un motivo che, diciamo, non mi riguardava.
Ma purtroppo tutti lo imponevano, idem al canile, e come ho detto non lo avrei mai comprato.

Non avevo mai pensato però al fatto che un eventuale cucciolo che io regalavo a qualcuno poteva togliere la possibilità ad un altro cucciolo di uscire dal canile e salvarsi la vita.
Questa volontaria mi ha davvero aperto gli occhi.
Come io penso che una vita non si compra ma si adotta, penso che chi vuole davvero un cane, chi lo desidera, chi li ama, chi ci tiene davvero, ne andrà a salvare uno il cui destino spesso è già segnato.

Dopo la conversazione avuta con questa volontaria sono diventata favorevole alla sterilizzazione.

Avevamo l'obbligo di far sterilizzare Nerina entro i 7 mesi, pena restituzione: entro i 7 mesi è stata sterilizzata.
La spesa è stata grande, circa 425€.
La piccola è stata un pò intontita dall'anestesia per il primo giorno, tremava, aveva paura a sedersi, soprattutto perchè aveva il collare elisabettiano.
I giorni seguenti stava meglio ma non si muoveva per ore e ore, rimaneva in piedi, perchè col collare elisabettiano non riusciva a vedere bene e sbatteva di continuo.
Gli ultimi giorni si muoveva normalmente.
Dopo 11-12 giorni le hanno tolto i punti.
Hanno preferito asportare anche gli organi riproduttivi in modo da evitare ogni tipo di malattia futura.

La volontaria che è venuta a farci il controllo è rimasta positivamente colpita da noi, dalla nostra casa che seppure non è enorme ha un terrazzo equivalente alla dimensione della casa, nel quale il cane avrebbe potuto correre e giocare, della nostra motivazione, del fatto che avremmo incluso il nostro cane in tutte le attività possibili, dalle più piccole passeggiate alla spiaggia, al trekking in montagna, alle vacanze, alla famiglia.
Ha quindi avvisato la volontaria che seguiva il caso che per lei eravamo ok, e quindi ci siamo accordati su quando andare a prendere la piccola.
C'era la possibilità che ci venisse portata a Roma da una volontaria ma circa 10 giorni dopo, invece abbiamo preferito andare subito a prenderla in quanto ci hanno detto che la piccola nel frattempo era rimasta all'interno della fabbrica in cui l'avevano trovata perchè non vi era possibilità di farla stare a casa di qualcuno in stallo, e che quindi era rimasta lì da sola tranne quando qualcuno mattina e sera le portava qualcosa da mangiare.
Da quando ho visto l'annuncio a quando siamo andati a prenderla, quindi tra il modulo, le varie pratiche, il controllo e i tempi tecnici per accordarci è passata circa 1 settimana.

La piccola ci è stata affidata gratuitamente, abbiamo solo risarcito la volontaria dei 30€ spesi per il microchip.

Quando l'abbiamo vista il cuore ci si è riempito di gioia, era così piccola e dolce, la volontaria me l'ha messa in braccio e abbiamo fatto una foto tutti e 3.
In macchina mi sono messa dietro con lei, speravo di tenerla in braccio, ma era troppo spaventata e diffidente nei nostri confronti, si è messa da un lato e ha dormito tutto il tempo.
Tornati a Roma l'abbiamo portata dal veterinario per una prima visita, e poi finalmente a casa.
Aveva così paura!
Le avevamo già preparato una bella cuccia morbida e le ciotole con pappa e acqua.
Lei è rimasta inchiodata all'entrata per circa 20 minuti, troppo terrorizzata per muoversi, poi piano piano si è avvicinata alle ciotole e da lì si è totalmente sbloccata.
Non ha avuto più paura di niente e nessuno.
Nei giorni seguenti ha conosciuto amici e parenti e si è mostrata socievolissima con tutti.

Per quanto riguarda i bisognini del cucciolo i primi tempi: per noi è stata abbastanza facile perchè Nerina è davvero brava.
Già dal giorno dopo aveva capito che doveva fare i bisognini solo sui tappetini.
Inizialmente ne aveva 1 in casa e 3 sul terrazzo: li abbiamo posizionati dove lei ha fatto la pipì le prime volte.

Considerate che all'inizio non poteva uscire perchè non aveva terminato i 3 vaccini, quindi doveva comunque farla in casa.
Circa 3 settimane dopo abbiamo iniziato a farla uscire e piano piano ha capito che poteva farla fuori (con premietti vari).
Continuava a farla comunque dentro casa, anche se le era rimasto 1 solo tappetino.
Dopo qualche mese abbiamo deciso di provare con lo spray disabituante: abbiamo tolto i vari tappetini e spruzzato lo spray lì dove faceva pipì, diverse volte al giorno per circa 1 settimana: non ha mai più fatto niente in casa!

Di sicuro ci vuole pazienza in questo periodo.
Devo dire che lei aveva, come ho detto, capito da subito che doveva fare i bisogni sul tappetino, però a volte si sbagliava: annusava sopra al tappetino, poi si girava col sederino e capitava che stesse troppo fuori dal tappetino e le andasse per terra, però la buona volontà e l'intenzione c'era, quindi non la sgridavamo.
Le facevamo notare che doveva farla al centro, e lei lo capiva comunque.
Molti, per educare il cucciolo a fare i bisogni, gli mettono il muso vicino alla pipi e gli danno uno schiaffetto sul muso.
Il nostro veterinario ha detto di non farlo e di sgridarla solo se la coglievamo mentre faceva il bisognino nel modo sbagliato, non quando ormai lo aveva già fatto da un pezzo.
E devo dire che ha funzionato.

Per quanto riguarda la pappa, noi non le diamo niente del nostro cibo, tranne carote (bollite), mela e banana. Del suo cibo mangia croccantini con l'aggiunta di pochi grammi di scatoletta, altrimenti non mangia perchè i croccantini non le piacciono molto, la scatoletta le dà un po di sapore in più.

Sono molto felice del fatto che i comandi che conosce (seduta, a terra, zampa e 5) glieli ho insegnati tutti io, pur non avendo esperienza in questo e senza essermi preparata in qualche modo per farlo> ci ho provato e basta!

Per il resto che dire.. siamo davvero fortunati con lei perchè è un angelo, è buonissima, non abbaia mai, se non quando le facciamo i dispetti noi con la corda, sta sempre in silenzio, dorme la maggior parte della giornata anche se quando poi esce e sta in giro cerca coccole ovunque e gioca con tutti.
Tutti i padroni di cani che incontriamo per strada, appena lei comincia ad avvicinarsi per giocare, iniziano a chiedere "E' femmina? E' maschio? Cucciolo? Sterilizzata?" e a seconda delle risposte ti rispondono "allora si, può giocare" oppure "allora no, non gli piace".
Lei invece non fa distinzioni di nessun genere.
Gioca, che siano maschi o femmine, adulti o cuccioli, sterilizzati o non, grandi o piccoli.
Non si spaventa di niente, non ringhia mai e non è mai aggressiva con nessuno, desidera solo giocare!

Spero che questa cosa di lei non cambi perchè mi piace molto!

Nerina ha 9 mesi e mezzo, è un cane felice, adorata da tutta la famiglia e dagli amici, riceve una marea di coccole ogni giorno e cerchiamo davvero di non farle mancare niente.

Con questo mio post ho voluto spiegarvi un pò come funziona quando decidi di adottare un cane, soprattutto attraverso facebook, e soprattutto condividere con voi la mia personale esperienza con Nerina.

Vi lascio con alcune foto, sperando di aver ispirato qualcuno di voi ad adottare un cane.
E' un gesto bellissimo, è vero è un impegno ed un sacrificio: ma è un bell'impegno, vi renderà la vita più piena e meno monotona, e vi porterà tanto amore!












Un saluto a tutti! 

giovedì 31 marzo 2016

"La mano che ti nutre" di A.J. Rich - Recensione libro

Ciao lettori!

Oggi vi recensisco il libro che ho appena finito di leggere: si tratta del thriller psicologico "La mano che ti nutre" di A.J. Rich.

Titolo: La mano che ti nutre
Autore: A.J. Rich
Editore: Mondadori
Prezzo libro: 19,00€
Prezzo ebook: 9,99€

Trama: 
Morgan Prager ha trent'anni e sta finendo la sua tesi di dottorato sulla psicologia delle vittime. È da poco fidanzata con Bennett, sexy e possessivo ma incredibilmente riservato. Una mattina Morgan torna dall'università e trova Bennett in un lago di sangue, sbranato a morte dai tre cani che lei ha salvato dalla strada. Sconvolta e terrorizzata dalla violenza degli animali, si sente improvvisamente vittima della stessa sindrome che studia all'università: un patologico altruismo, che quando agisce in modo disinteressato può fare più danni di qualsiasi cattiva intenzione. Ancora scioccata da quello che è accaduto e sopraffatta dal senso di colpa, Morgan cerca di rintracciare i genitori di Bennett per dare lei stessa la terribile notizia. Ma quello che presto scopre è che i genitori non esistono, non c'è nessun numero 42 in rue Saint-Urbain a Montréal, e molte delle cose che il fidanzato le ha detto non hanno nessun riscontro nella realtà. Tutto quello che le ha raccontato – la sua famiglia, il lavoro, la casa dove vive – sono bugie. La verità è che Bennett ha altre due fidanzate e una ex moglie, e una dopo l'altra muoiono in circostanze quantomeno sospette. Il tentativo di Morgan di scoprire chi era davvero il suo uomo diventa allora qualcosa di ben più urgente di un'indagine su un'identità manipolata, diventa questione di vita o di morte. Se vuole rimanere in vita, Morgan deve scoprire come è veramente morto Bennett e chi sta uccidendo le donne della sua vita.

Inquietante e provocatorio, un romanzo dalla suspense inarrestabile, ma anche una storia raccontata da due scrittrici eccezionali, dove la precisione della scrittura e la capacità di scendere nel profondo dell'animo umano sono al servizio di una trama che non lascia scampo.

Recensione:
Tra i tanti thriller che ho a disposizione stavolta mi ispirava proprio questo, la trama mi sembrava davvero accattivante!

Morgan è una ragazza giovane ed intelligente, è una studentessa di psicologia che sta preparando la sua tesi sulla vittimologia. 
E' fidanzata con Bennett, conosciuto proprio mentre faceva ricerche su possibili predatori e possibili prede online.
Ha 3 cani, tutti salvati dal braccio della morte. 
Anche se Bennett non li adora particolarmente, quando va a trovare Morgan è costretto ad adattarsi. 

Ho trovato delle affinità con Morgan, in quanto ha studiato psicologia e criminologia proprio come me, (con la differenza che lì si studia davvero la criminologia, e soprattutto si applica, dato che Morgan sta facendo già un tirocinio come psicologa in un carcere). 
Inoltre, come lei, amo gli animali e ho una cucciola che ho adottato dopo che era stata abbandonata, quindi ero incuriosita da questo thriller in cui i propri cani diventano improvvisamente assassini. 

Ovviamente, leggendo la trama, si comprende che ci deve essere dell'altro. 

E' un thriller in cui si sospetta davvero di tutti, a partire dalla stessa Morgan, che pur studiando vittimologia e trovandosi improvvisamente ad essere una vittima, in altre situazioni si mette spontaneamente e superficialmente in pericolo. 
Ho trovato moltissime nozioni di psicologia, criminologia e vittimologia, dati statistici, ricerche varie, il che ha reso il libro ancora più interessante.
Nonchè nozioni riguardanti i cani, l'adozione in canile, l'addestramento. 

Forse, e questa trovo che sia una costante di molti thriller, il finale è troppo frettoloso. 
C'è stato il colpo di scena, ma poi il racconto di come la faccenda si sia conclusa è stato troppo rapido, quasi superficiale in qualche modo. 
Comunque sono abbastanza soddisfatta, è un thriller ben costruito, con vari colpi di scena, molto scorrevole. 

Qualche parola sulle autrici: 
Proprio così: A.J. Rich è lo pseudonimo delle scrittrici Amy Hempel e Jill Ciment.

Amy Hempel è una giornalista e scrittrice americana, vive a New York dove insegna un corso di scrittura ed è la fondatrice di 2 associazioni no-profit per i cani. 







Jill Ciment vive con il marito negli Stati Uniti dove insegna inglese all'Università. 
Ha scritto il libro "Ruth & Alex. L'amore cerca casa" da cui è stato tratto il film con Diane Keaton e Morgan Freeman.






Ve lo consiglio, è davvero un buon thriller psicologico!

                                     Voto: 5/6
Fatemi sapere se vi capita di leggerlo!
A presto!!

domenica 27 marzo 2016

"Il velo dipinto" di William Somerset Maugham - Recensione libro

Ciao lettori!!

La settimana scorsa vi ho recensito il film "Il velo dipinto" (trovate la recensione qui), che, come ricorderete, mi era piaciuto tantissimo!!

Ieri invece ho finito di leggere l'omonimo libro.. quindi eccovi la recensione!

Titolo: Il velo dipinto
Autore: William Somerset Maugham
Editore: Adelphi
Prezzo libro: 9,35€
Prezzo ebook: 4,99€
Trama: 
Che ragione poteva avere l'incantevole, frivola Kitty per sposare il gelido e inamabile dottor Fane - batteriologo alle dipendenze del governo inglese - se non il puro panico? Panico, soprattutto, di fronte alla prospettiva di deludere la madre, implacabile tessitrice di buoni matrimoni. Non meraviglia allora che Kitty cada subito vittima del sorriso incantatore dell'uomo più popolare di Hong Kong, Charlie Townsend, a sua volta regolarmente sposato. Ma nei romanzi di Maugham la beffarda complessità della vita scompiglia a ogni pagina le carte e rimette in gioco i destini...

Recensione: 
Il velo dipinto è un romanzo scritto da William Somerset Maugham in forma seriale sulla rivista "Cosmopolitan" da novembre 1924 a marzo 1925, quindi pubblicato in volume presso la George H. Doran Company nel 1925.

Kitty è una donna un pò frivola, che decide in fretta e furia di sposare Walter Fane sia perchè la sorella minore si è già ufficialmente fidanzata, sia perchè sua madre le ha fatto capire che non potrà vivere sulle spalle dei genitori ancora a lungo, se intende continuare a rimanere zitella.
Walter è innamoratissimo di Kitty: non si può dire il contrario. Kitty lo disprezza, lo trova addirittura inamabile. 

Walter se ne rende conto ma è talmente innamorato che gli basta poterla amare.
La coppia va a vivere in Cina, dove Kitty conosce Charlie Townsend: i due si innamorano e danno inizio ad una relazione clandestina. 

Finchè Walter non scopre tutto.
Potrebbe chiedere il divorzio per adulterio, cosa che non metterebbe Kitty in una situazione apprezzabile, data l'epoca.
E' d'accordo, tuttavia, che Kitty stessa chieda il divorzio, solo se Charlie prometterà di sposarla entro una settimana dall'effettivo divorzio, dopo aver divorziato egli stesso da sua moglie spiegandogliene il perchè; altrimenti Kitty dovrà seguire Walter in un piccolo villaggio colpito dalla peggiore epidemia degli ultimi tempi nel quale Walter si sta recando in qualità di medico batteriologo.
Kitty è sicura dell'amore di Charlie nei suoi confronti, ma questo amore si rivela totalmente frivolo, quindi Kitty è costretta a seguire Walter. 

Vedendo la morte attorno a sé Kitty riscopre se stessa e riesce a redimersi, anche se non del tutto. 

Sono rimasta delusa dal libro per determinate cose. 
Innanzitutto nel film viene dato molto spazio anche al lavoro che Walter sta svolgendo nel villaggio: le indagini e gli esperimenti che sta facendo sul colera, i suoi tentativi di impedire ulteriori contagi vietando l'utilizzo dell'acqua dello stagno e imponendo che i morti vengano subito seppelliti, e inoltre, l'ulteriore fonte d'acqua pura che Walter riesce a fornire agli abitanti del villaggio.
Nel film tutto questo (oltre la presenza di Edward Norton), mi hanno fatta innamorare del personaggio di Walter, che è un uomo meraviglioso, nient'affatto freddo, inamabile come diceva Kitty. 
Nel libro si parla solo di Kitty, di quello che lei pensa e fa. Niente di Walter. 
Inoltre il finale è, purtroppo, diverso dal film.
Resta una vicenda tragica e triste, ma non una storia d'amore come si poteva vedere nel film.

Il libro è scritto in terza persona, ed è davvero molto scorrevole quindi piacevolissimo da leggere, inoltre mi piace che sia stato scritto proprio negli anni 20'.
Dà molto spazio alle riflessioni personali e inoltre mostra, attraverso Kitty il ruolo della donna in quell'epoca, costretta a sposarsi solo per per ricevere vitto e alloggio, incapace di essere autonoma ed indipendente per conto proprio.



Qualche parola sull'autore: 
Scrittore britannico, autore di romanzi e racconti caratterizzati da grande leggibilità, semplicità stilistica e da un atteggiamento di disillusa ironia. Frequentò la King's School di Canterbury e l'università di Heidelberg, dove si laureò in medicina, che poi abbandonò per dedicarsi alla letteratura. 

Fu autore di numerosi romanzi, alcuni saggi, racconti confluiti in volumi e di due autobiografie.



                                    Voto: 4,5/6

mercoledì 23 marzo 2016

I libri che ho letto fino all'ultima pagina ma che non mi sono piaciuti!

Ciao lettori!

Oggi vorrei parlarvi di quei libri che ho portato a termine ma che proprio non mi hanno soddisfatta, per vari motivi.

Trama: Ce l'hanno fatta: tre settimane su un'isola deserta al largo di Rio de Janeiro, dove telecamere nascoste li riprenderanno ventiquattr'ore al giorno: saranno attori di un film dalla trama imprevedibile. Sono dodici ragazzi e ognuno di loro ha un motivo particolare per partecipare, sogni da coltivare e segreti da custodire. L'isola è un paradiso, ma il ruolo che i ragazzi scoprono di dover ricoprire è inquietante: undici vittime e un assassino... È solo un gioco, nessuno morirà per davvero, eppure quando Joker viene trovato sfracellato sugli scogli capiscono che il film dei loro sogni si è trasformato in un horror...

Recensione: Poteva davvero essere un capolavoro, una cosa stile Harper's Island (ve ne ho già parlato qui) e invece.. che delusione. 
E' stato totalmente vuoto. Mi ha lasciata totalmente insoddisfatta, e invece, poteva davvero venir fuori un thriller mozzafiato. 
Voto: 2/6



Trama: Charlotte, modella trentacinquenne dalla carriera in lento declino, ma ancora inserita negli ambienti "in" di Manhattan, resta vittima di un rovinoso incidente stradale da cui esce viva, ma gravemente sfigurata; insieme al nuovo viso regalatole dalla chirurgia plastica deve costruirsi una nuova vita, e scoprirà che farlo nel mondo virtuale è più redditizio che in quello reale. Nel frattempo, nel paesino del Midwest di cui è originaria, una sua omonima, ancora adolescente, comincia una relazione con un insegnante di matematica di origini mediorientali che nasconde un pericoloso segreto. Un investigatore privato sulle tracce di un pr misteriosamente scomparso dalla scena notturna newyorkese farà sì che le storie delle due donne convergano. "Guardami" è un romanzo ambizioso e potente che all'epoca dell'uscita anticipava quasi profeticamente la catastrofe dell'11 settembre e l'avvento dei social network, e che a più di dieci anni di distanza resta una magnifica testimonianza delle doti letterarie della sua autrice.

Recensione: Pessimo. Mentre lo leggevo continuavo a dirmi "Ma perchè continuo? Perchè non lo mollo?". 
Non l'ho fatto perchè, letta la trama, mi aspettavo qualcosa di più, aspettavo il colpo di scena e non c'è stato. 
Ripeto, pessimo. 
Voto: 1/6
Trama: Becky Bloomwood non sta più nella pelle, si è appena trasferita nientemeno che a Hollywood, per stare al fianco del marito Luke che ha una nuova importante cliente, Sage Seymour, l'attrice del momento. Per Becky è un sogno che si trasforma in realtà. Tra location alla moda, red carpet, centri di meditazione e yoga per multimilionari e set cinematografici, Becky non vuole perdersi niente, d'altra parte non esiste solo lo shopping, ma spinta da troppo entusiasmo finisce per complicarsi la vita alleandosi con la grande rivale di Sage. Luke non lo sa, naturalmente, e Hollywood non perdona. Ben presto Becky scopre che le cose non sono affatto come sembrano. Riuscirà ancora una volta a tirarsi fuori dai guai grossi nei quali si è cacciata?


Recensione: Vi ho già fatto una recensione completa e dettagliata di questo libro qui, ma ve lo ripropongo perchè mi ha proprio delusa. 
Becky non è più quella di un tempo. Lo shopping è quasi sparito, in confronto sono io la shopping-dipendente. 
Un'accozzaglia di tutti i personaggi della serie che si sono ritrovati dall'altra parte del mondo, tutti insieme. 
La trama sempre più ridicola e soprattutto s'interrompeva a metà. 
Il prezzo stratosferico, considerata la qualità del libro! 
Voto: 1,5/6


Trama - 50 sfumature di nero: Profondamente turbata dagli oscuri segreti del giovane e inquieto imprenditore Christian Grey, Anastasia Steele ha messo fine alla loro relazione e ha deciso di iniziare un nuovo lavoro in una casa editrice. Ma l'irresistibile attrazione per Grey domina ancora ogni suo pensiero e quando lui le propone di rivedersi, lei non riesce a dire di no. Pur di non perderla, Christian è disposto a ridefinire i termini del loro accordo e a svelarle qualcosa in più di sé, rendendo così il loro rapporto ancora più profondo e coinvolgente. Quando finalmente tutto sembra andare per il meglio, i fantasmi del passato si materializzano prepotentemente e Ana si trova a dover fare i conti con due donne che hanno avuto un ruolo importante nella vita di Christian. Di nuovo, il loro rapporto è minacciato e a questo punto Ana deve affrontare la decisione più importante della sua vita, e può prenderla soltanto lei...

Trama - 50 sfumature di rosso: Quella che per Anastasia Steele e Christian Grey era iniziata solo come una passione erotica travolgente è destinata in breve tempo a cambiare le loro vite. Ana ha sempre saputo che amarlo non sarebbe stato facile e stare insieme li sottopone a sfide che nessuno dei due aveva previsto. Lei deve imparare a condividere lo stile di vita di Grey senza sacrificare la sua integrità e indipendenza, lui deve superare la sua ossessione per il controllo lasciandosi alle spalle i tormenti che continuano a perseguitarlo. Le cose tra di loro evolvono rapidamente: Ana diventa sempre più sicura di sé e Christian inizia lentamente ad affidarsi a lei, fino a non poterne più fare a meno. In un crescendo di erotismo, passione e sentimento, tutto sembra davvero andare per il meglio. Ma i conti con il passato non sono ancora chiusi.

Recensione: Devo ammetterlo: il 1° libro mi era piaciuto molto, ma con gli altri 2 siamo caduti proprio nel ridicolo. 
Pare che secondo Anastasia ogni donna del pianeta voglia saltare addosso a Christian appena lo vede, lo stesso pensa lui di lei. Che palle, ma chi vi si fila. 
Poi tutte quelle storie di rapimenti vari. Santo cielo, fatevi una vita vera. 
Voto: 2/6
Direi che per ora è tutto! 

Alla prossima!! 

lunedì 21 marzo 2016

Piadina vegana - Ricetta

Ciao lettori!!

Oggi vi parlo di qualcosa che ultimamente mi piace preparare almeno una volta a settimana: la piadina!

Mi è sempre piaciuta molto, ma la novità è che adesso mi preparo io stessa l'impasto, un impasto vegano, per una piadina leggera e senza strutto.

Prima magari dovevo ricordarmi di comprarla al supermercato, inoltre di solito quelle confezionate sono da 3 o da 5 ed essendo in 2 in casa ne rimaneva sempre una da sola già aperta, che se non ricordavo in tempo di fare dovevo buttare.

Dato che è una ricetta velocissima può venirmi in mente anche alle 8 di sera che ho voglia di piadina, e ci metto un attimo per farla.

Ingredienti per 2 piadine:

- 200gr di farina 0 (o integrale o quella che preferite);
- 120gr di acqua;
- 2 cucchiai di olio evo;
- un pizzico di sale;
- un pizzico di bicarbonato di sodio.

La vera piadina romagnola è senza lievito, ricordate!

Una volta uniti tutti questi ingredienti in una ciotola cercodi amalgamarli il più possibile con un cucchiaio, poi impasto direttamente sulla spianatoia.
Dovete sapere che non ho una spianatoia vera e propria, di legno.

Ho comprato questa all'Ikea e la trovo carinissima e comodissima!




Non è carina? Ci sono scritte anche tutte le misure! e c'è anche quel bastoncino che serve per staccare eventuali tracce di impasto!
è molto comoda, si ripiega, va in lavastoviglie e per pulirla ci passo solo la pezza bagnata.

Continuando con la piadina, dopo aver amalgamato bene l'impasto lo divido in 2 e stendo col mattarello fino a fare 2 piadine.
Le cuocio una per volta in padella. Devono cuocere un pochino di più di quelle confezionate, circa 4-5 min, ma comunque ve ne rendete conto vedendole.

Per quanto riguarda la farcitura ultimamente faccio così:
salsa burger (la adoro!), insalata, pomodorini, 2 fette di cheddar, melanzana, zucchina e peperone grigliati, e per finire pomodori secchi sott'olio.. che goduria!!









Spero che vorrete provare questa meravigliosa ricetta!
Fatemi sapere cosa ne pensate!

A presto!!

"La scomparsa di Stephanie Mailer" di Joel Dicker - Recensione libro

Buonasera lettori! Vi voglio recensire un libro che ho impiegato tipo 20 giorni per terminarlo! Parlo di "La scomparsa di Stephanie ...